E questa è l’unica cosa che so fare.

Caro blog,

ti scrivo all’una di notte perchè ultimamente non riesco a dormire.
Sono circondata da persone che tentano di trasmettermi una idea di me stessa positiva e in crescita, e io riesco a vedere solo nero. (un po’ come la canzone di Zucchero 😛 )

Nuove avventure si prospettano all’orizzonte e io non riesco a tirare la carretta.
Una carretta che sto decisamente trascinando e nn so dove cavolo parcheggiarla.

Londra è bellissima come sempre, e il lavoro non è male.

Qualche giorno fa sono andata ad un incontro super segretissimo all’interno della mia azienda, di cui non posso dirvi nulla, non posso dirvi chi ho visto, non posso dirvi quando come e perchè.

Ma posso parlare delle mie sensazioni.

Quell’incontro aveva tutti i requisiti per essere ispirante a livelli stratosferici, ma non fu così.
Mi mise solo tanta enorme pesante depressione.

L’idea di vedere persone che ce l’hanno fatta per me è deleterio e non è una spinta come lo può essere per molti altri.

Sono profondamente convinta del mio futuro fallimento, del fatto che non riuscirò a realizzarmi come voglio, e che rovinerò attorno a me la strada anche di altre persone a me collegate.
Mi sento come un buco nero di negatività che risucchia tutto e tutti ciò che mi stanno vicino: risucchio la loro positività e la trasformo in fallimento.

Come tirarsi su? Come affrontare queste difficoltà?Difficoltà nelle quali mi ci sono messa io di gran volontà.

Voglio diventare producer, e poi aprire una compagnia di produzione di film, poi aprire una piccola ala nella compagnia di produzione e fare video musicali, la mia vera passione da quando ho iniziato ad avere una coscienza più elevata rispetto a quella da bambina.

Ecco, tutto qua.

Per arrivare a questo bisogna sudare, chiamare, letteralmente rompere le palle a dei poveri cristi e cercare di convincerli che sei speciale.

Io ho una voce dentro di me, da tempo, che mi dice tutto il contrario.

Contatto le persone: non mi risponderanno mai.

Scrivo per dei progetti: non prenderanno mai piede.

Vedo gente piena di qualità: non troverà nessuno che lo capisca e sostenga.

Però sapete cosa, più scrivo e più mi rendo conto di una cosa che vi ho già scritto:

MI CI SONO MESSA IO IN QUESTO GUAIO.

Io e io soltanto ho voluto intraprendere mentalmente una strada di non ritorno.

Non credo in dio, e non credo nel fatto che dio ti doni delle difficoltà adatte al tuo istinto di sopravvivenza. CAGATE. Andatelo a dire alla gente che ha il cancro e poi vediamo come vi sfancula in tre secondi.

Io credo in me stessa, io sono il mio unico dio e centro della mia vita.

Io mi ci sono messa dentro.

Io ho messo me stessa in una situazione alla quale evidentemente io sono portata a sopportare.

Quando ero adolescente andai tantiiiissimo dalla psicologa a causa del mio problema di grave sonnambulismo (persistente fino ad oggi) e mi ricordo un interessante test caratteriale fatto con delle macchie di inchiostro.
Lì dentro ci vidi una marea di totem.

Ricordo ancora quando la psicologa mi disse che il totem è il simbolo più elevato per indicare uno dei caratteri più forti di tutti.

Fin da quando misi il corsetto ortopedico, e fin dal principio quando notai la mia risposta ad esso, capii di essere forte.

Da quel momento mi sono sempre imposta grandi fatiche e avventure:

SBAM! iniziamo a studiare giapponese da autodidatta.

SBAM!andiamo in giappone a 21 anni da sola.

SBAM! andiamo a fare la specialistica in business a leeds, uk.

SBAM! entriamo nel mondo del cinema!

Forse sono il tipo di persona che per sollazzare la mia personalità ha bisogno di grandi avventure.

Sono sempre più convinta di voler dedicare la mia vita al raggiungimento della mia personalissima felicità, intesa dal punto di vista più egoistico possibile: il mio.
Non saranno i figli, non sarà la famiglia, non sarà il diventare manager per qualche multinazionale della quale non me ne può fregare di meno.

Sarà soddisfare me stessa e i miei sollazzi da producer.

STICAZZI.

C’è gente che si rovina la vita per ste cose.

E infatti, ho come la sensazione, di aver intrapreso una via che mi porterà alla rovina.

Ma questa è l’unica cosa che so fare.

Buonanotte,

la vostra

Gogo Notturna

5 Comments on “E questa è l’unica cosa che so fare.

  1. c’è chi ha bisogno di sfidarsi e non si accontenta, è faticoso e a volte si vorrebbe mollare ma alla fine, se si è tenuto duro, ci si può dare la classica pacca sulle spalle e dire: ce l’ho fatta da sola! e il viaggio valeva la fatica!!

  2. Ciao,
    leggendo tra i forum ho trovato il tuo blog.
    vorrei fare due settimane di studio in Inghilterra. Ho visto che suggerivi Leeds. mi puoi dare qualche dritta?
    grazie mille
    Denise

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