E voi, che scusa avete?

Ciao a tutti,

in questi giorni sono venuti a trovarmi degli amici con cui ho passato dei bellissimi momenti, e con cui ho parlato di un sacco di cose.

In particolare sono rimasta colpita dai discorsi sull’eterno dilemma:

partire all’estero o no?
cosa spinge la gente a lasciare l’Italia?
Quali problematiche hanno affrontato prima di partire e affronteranno durante l’espatrio?

Ma a noi non importa nulla.
Oggi parlo dell’esatto opposto:

Cosa spinge le persone a non lasciare l’Italia?  

Non lasciare l’Italia è una scelta bella e buona, non pensiamo che l’espatrio sia per i soli e unici cavalieri coraggiosi!C’è molta audacia anche nel rimanere dove si è. Non lasciare l’Italia per il 90% di noi significa a rinunciare agli stipendi più alti di quasi tutti gli altri paesi europei (Portogallo escluso), quindi le motivazioni devono essere più che valide. O sono tutti scemi?

Tralasciando coloro che in Italia guadagnano tanto da poter essere soddisfatti di quello che hanno, analizziamo le motivazioni di quel 90% che di soldi non ne ha poi così tanti.

1) Prima di tutto, le persone che decidono di rimanere in Italia potrebbero voler restare perchè non vogliono allontanarsi dalle persone care, ci soffrono a non vederle mai, e questo mi sembra un motivo più che onorevole.

2) Secondo, ci potrebbe essere un problema di tipo identitario. Molte persone che conosco hanno deciso deliberatamente di restare in un paese dove le prospettive lavorative sono basse così come anche gli stipendi, perchè si sentono fortemente italiani e  non vogliono o non se la sentono di vivere in un luogo dove sarebbero LORO gli IMMIGRATI. Di lusso, certo, noi italiani non ci spostiamo con i barconi, ma sempre immigrati siamo. A molte persone può dare fastidio l’idea di sentir parlare attorno a loro una lingua che non riconoscono come la propria, una cultura che non accettano bene, e di conseguenza di sentirsi in minoranza.

3) Terzo, altri italiani mi hanno riferito che vorrebbero partire ma non lo fanno perchè non hanno il coraggio di addossarsi la grande responsabilità di sradicare la propria famiglia in un’altra nazione o in un altro continente. So che può sembrarvi strano, ma io questa motivazione un po’ la comprendo. E’ una responsabilità bella grossa, i figli di italiani trasferiti in australia non saranno mai italiani ma saranno australiani. E questo è difficile da accettare per un sacco di gente. (ammetto che anche io sento un pochino l’influenza di questo timore)

4) Quarto, il cibo. E c’è da chiederselo? Moltissima, moltissima gente non se ne va anche solo per il mangiare e le condizioni climatiche della regione di provenienza. E’ un attaccamento nn solo gustativo, ma anche visivo: c’è gente che se non vive in zone di mare si sente morire dopo un po’. Io per esempio ho un grande amore verso la campagna della pianura padana, ma è anche vero che sono una novella in una relazione d’amore platonica con la campagna inglese.

5) Benefici derivanti da eredità di famiglia: una casa già acquistata (e si sa, l’italiano medio senza il mutuo si sente più felice della regina d’Inghilterra quando si veste di giallo canarino) e tante altre comodità.

6) La famiglia intesa come quella futura: i figli. In molti ancora pensano che la società italiana nonostante le difficoltà sia ancora uno di quei posti dove crescere bene e in tranquillità i figli. Dai tre anni al parchetto sotto casa fino alla poco costosa università a 20 anni.

7) … e voi, che scusa avete? 

Un bacio,

la vostra

Gogo Yubari.

9 Comments on “E voi, che scusa avete?

  1. Io ho lasciato l’Italia (perchè mi stava stretta, perchè mi piace viaggiare, per il gusto dell’avventura, per amore…) quindi non ho scuse, però posso capire tutti quelli che vogliono restare. Che poi, se tutti i giovani se ne vanno, cosa resta? Non è meglio restare e cercare di migliorare la situazione piuttosto che andarsene?

    Per tornare alle motivazioni che hai elencato, penso che la famiglia/gli amici sia uno dei motivi più importanti per cui la gente scelga di restare. Io per anni ho detto “eh ma tanto anche se lontani non cambia niente, ci sentiamo grazie ai vari mezzi di comunicazione” e però adesso, dopo 4 anni di espatrio un pò la lontananza mi pesa. Non tutti i giorni certo, ma a volte mi dico che forse se dovessi pensare all’espatrio ADESSO non lo farei più.

    E poi sì, le eredità familiari, fossi rimasta in Italia avrei un appartamentino tutto mio, già pagato, invece che essere in affitto e vedere l’idea del mutuo (e quindi della casa di proprietà) lontana, lontanissima 🙂

      1. L’unica cosa che mi impedisce di dibattermi è che l’uomo guida i trenini (lol) in Francia e quindi un bel lavoro fisso e sicuro (e che gli piace, che non è da poco) ce l’ha. E che in Francia, per ora, si sta comunque meglio che in Italia e non sono troppo lontana.

  2. Ho cominciato l’espatrio con la famiglia d’origine, noi in Spagna e il parentado in Italia. Per me tornare in Italia dopo 10 anni di Madrid e’ stato un trauma, ma per l’amore questo ed altro ^_^.
    Poi il marito che trova lavoro in Uk, di nuovo i bagagli e via verso l’avventura! Perche’ l’abbiamo fatto?
    Motivo economico: salario doppio, quasi triplo, piu’ possibilita’ di carriera e molta meritocrazia
    Motivo culturale: non si impara una lingua sul serio se non la si parla quotidianamente

    1. parole sante!studiare una lingua significa starci a contatto ogni giorno.. 🙂 guarda, conosco persone che pur sapendo di avere in uk un salario quasi triplo, continuano a rimanere in italia… cmq anche io se trovassi un lavoro con un super stipendio me ne andrei..ora però ho il problema opposto: nn riesco a trovare uno stage nemmeno non pagato! XD espatriare con la famiglia forse è diverso, ci si sente più forti. 🙂

      1. Nel caso del primo espatrio e’ stato un trauma (17 anni, amici, appena cominciato ad uscire)
        Nel secondo espatrio e’ stata piu’ la rabbia a spingerci ad andare. Vedere mio marito farsi un mazzo tanto per una ditta che dopo 10 anni ancora lo trattava come l’ultimo arrivato, il capo che si faceva bello col lavoro degli altri, lui che usciva alle 9 di sera mentre il capo spariva alle 5 e sentirsi pure cazziato perche’ “osava” correggere documenti sbagliati…
        Non appena siamo arrivati in UK e’ stato subito valorizzato, aumenti di ruolo e gratifiche dopo pochi mesi e i capi che se lo contendono nei vari progetti. Certo, le famiglie di origine sono lontane, ma cosi’ abbiamo scoperto anche un nuovo rapporto di coppia, ci siamo fortificati.
        E poi una volta all’anno vacanze in Italia e in Spagna a mangiare bene ^_^

  3. chefffigo guida i treni??? =D è uno di quei lavori che sogni da piccolo… poterlo realizzare per chi ci crede veramente è come aver vinto il lotto! 😀 complimenti 😀 hai ragione, non sei troppo lontana e si sta meglio, puoi tornare più o meno quando vuoi senza grandi problemi (o cmq meno di chi vive in australia 😛 )… chissà forse è proprio il grande compromesso che ti fa stare tranquilla ^^

  4. Lasciare le proprie abitudini non è così semplice, a volte basta coraggio, a volte serve qualcosa di più.
    Le uniche esperienze all’estero non sono durate che pochi mesi, ma ho notato che sebbene ci sia una predisposizione naturale al mondo anglosassone i legami col la mia terra d’origine ora sono troppo forti per portami a spezzarli.
    Certo vedendo cosa offre un mondo, un paese diverso dal nostro, in particolare per quanto riguarda soldi, carriera e nuove possibilità, sembra sempre accattivante. Poi però guardi cosa guadagni veramente per il lato più sentimentale e se non c’è un contrappeso importante la decisione è quella di starsene a casa.
    In effetti penso che per poter fare tutte queste esperienze fuori dal nostro piccolo mondo ci vorrebbero almeno due vite…cavoli ho pensato più di una volta vado a vivere nella mia amata Scozia, i mezzi ce li ho, la lingua la conosco e qualche amico su cui contare pure, poi penso bene e con l’alpinismo come faccio? mollo tutto ora che sono quasi diventato istruttore? In Scozia troverò dove placare la mia sete di montagna, e con gli amici con cui ho già fatto tanti progetti…
    Spero solo che quello che mi frena oggi mi dia lo slancio domani per prendere la giusta decisione e mollare tutto e partire.

    1. ma che bella risposta 😀 non sempre l’estero porta benessere..per molti si, ma per quelli come te che in Italia hanno delle passioni che fanno vivere bene (come l’alpinismo per te), e che hanno degli obiettivi (diventare istruttore), forse è meglio rimandare la partenza se non rinunciare ad essa. 🙂
      comunque la tua amata Scozia è sempre qui! (anche abbastanza vicino da me :D) e si raggiunge con voli low cost e qualche ora d’aereo. 🙂

      ora l’unica questione è quella del lavoro e soldi/carriera. In questo caso puoi capire solo tu cosa vuoi, e i compromessi non aiutano molto quando si tratta di soldi…

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