Qualche giorno prima della partenza…

Il simbolo del viaggiatore. L’uomo che sugli scogli guarda il mare in tempesta, interrogandosi sui pericoli e sull’ignoto che lo aspetta. 

I giorni prima della partenza sono sempre i più brutti.

Inizi a salutare mentalmente tutte le persone che incontri, e ti chiedi “chissà quando la rivedrò”, “chissà se quando li rivedrò cosa sarà cambiato nelle loro vite, e come sarò cambiata io”,  “chissà se al mio ritorno mi vorranno sempre così bene”, ” chissà se mi saranno vicine”.

Le paure ti assalgono, ti chiedi se riuscirai mai a tenere la casa pulita, a cucinare decentemente senza cadere nella viziosa tentazione del cibo spazzatura così comune in Inghilterra. Ti chiedi se ingrasserai di 50 kili. E se riuscirai a studiare in inglese, e fare gli esami in inglese.

Non sai rispondere a tutte queste domande, sono ignote.

Ma la cosa che mette più paura è l’arrivo in terra straniera.

Arrivi all’aeroporto, carica di valigie, SOLA, in un paese in cui pochi parlano la tua lingua, e in cui nessuno ti è amico, o almeno per ora.

è qui che si vede il carattere, la forza e la testardaggine della persona!

Qualità che non possiedo.

Sono una gran fifona in realtà!

Quindi, per costringermi ad andare avanti ed essere forte (o almeno sembrarlo), faccio una cosuccia molto intelligente.

Mi butto.

Ad occhi chiusi.

Come quando ci si trova on the top di uno scivolo super giga ultra alto, kilometrico, hai una paura cippa, hai paura di morire, di star male, di cadere, di romperti qualcosa, l’irrazionale diventa improvvisamente credibile. Esistono i fantasmi, i morti risorgono in stile zombie, il cielo si fa cupo e tu, come dicono i Negrita, sei nudo e solo.

Ma in quel momento, improvvisamente, fai un passo, e ti butti nello scivolo.

E urli con tutte le tue forze ma nel frattempo hai la consapevolezza che TI STAI DIVERTENDO DA PAZZI! E trattieni il fiato!Scordandoti di respirare.

Esci dallo scivolo, e ritrovi la luce: dov’era finito il sole? i fantasmi sono spariti, la mente ha ritornato a funzionare. La razionalità vince.

E tu vuoi rifarlo, ancora e ancora, per sentire quella scarica di adrenalina ancora una volta di più.

Viaggiare all’estero da sola è così: ti caghi sotto dalla paura, le prime settimane sono lo scivolo.

poi tocchi terra dopo un po’, e tutto diventa razionale, normale. Inizi a ricordarti le vie, le facce, i nomi, e le esperienze assumono un diverso significato, più morbido, meno sensazionale, e con un po’ di fortuna, se ti trovi bene, un bel giorno apri la porta e pensi istintivamente:

Sono a casa.

Benvenuti, viaggiatori o sognatori che mi leggono, a voi dedico questo blog.
La vostra

 

Gogo Yubari (ancora in Italia)

4 Comments on “Qualche giorno prima della partenza…

    1. Grazie mille!!! allora mi leggi anche tu! ma che bello =D cercherò di esprimere al meglio la mia avventura nel nord dell’Inghilterra! 🙂
      anche tu in Uk? =D ma sono l’unica che è convinta che il tuo lavoro sia stra richiesto in Italia?? XD

  1. Ciao!! Bellissima partenza la tua. E non solo per il post.
    Non so se mangerai come loro, ma ti prego, non mi ti far vedere in minigonna e con le gambe tutte rosse per il freddo 😉
    In bocca al lupo per quest’avventura.
    P.S. L’impostazione e’ anche per me la piu’ bella. E il fatto che tu l’abbia scelta mi fa solo piacere perche’ me lo confermi 😀
    P.P.S. Perdonami se ci ho messo un po’ a passare. Piccoletta e’ piu’ irrequieta del solito…

  2. Se guardi bene l’uomo non sta guardando il mare, ma una valle con un “mare” di nuvole e nebbie in movimento sotto di lui.
    “Viandante sul mare di nebbia” Caspar David Friedrich

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